Marmolada – Punta Penia mt 3343 – Ferrata Cresta Ovest

Via Ferrata Cresta Ovest Marmolada

28 agosto 2007Località di partenza e arrivo: Rifugio Pian dei Fiacconi 2625mtDislivello : Circa 850mt per il giro completo, 450mt la sola ferrata.Difficoltà:

EEAMateriale necessario: corda, picozza, ramponi
Dalla diga di Fedaia con l’ausilio di una cestovia (credevo che l’ultima fosse a Lurisia!) si raggiunge il rifugio di Pian dei Facconi. Si segue il segnavia nr. 606 che si dirige verso ovest in leggera discesa che superato uno spuntone roccioso ricomincia a salire la Vedretta del Vernel prima su ghiaione poi su neve e ghiaccio fino a raggiungere le prime corde fisse che permettono di superare l’ultimo strappo roccioso che pemette di giungere alla Forcella della Marmolada.Qui’ inizia la via ferrata che percorre tutta la cresta nord-ovest caratterizzata da lunghe e faticose placche (5) attrezzate, cengie e terrazzi per poi sbucare sul panoramico tratto finale a fil di cresta. Qui’ parlare di esposizione e ridicolo, dal terrazziono si puo’ ammirare una porzione del mitica parete sud della Marmolada, la parete d’argento larga 4500 metri ed alta 1200 nel suo punto piu’ alto con le sue placche lisce e strapiombanti. Pensare che nel maggio 2007 il 23enne austriaco Hansjörg Auer ha salito la via ‘Attraverso il Pesce’ solo con scarpette e saccheto di magnesite vengono i brividi.Subito dopo la ferrata finisce e si sbuca sul dolce pianoro della cima sempre innevato che conduce alla Capanna Punta Penia e alla Croce di Vetta.Da qui’il panorama e superbo.
Hai tutto ai tuoi piedi Catinaccio , Sassolungo , Sella , Tofane , Pelmo, Civetta , Cinque Torri , Pale di San Martino. Tutti nomi che abbiamo sentito almeno una volta nella vita, vita che pero’ non basterebbe anche all’alpinista piu’ esperto per scalarle tutte.

La discesa viene affrontata per la ‘Via normale’ . Dalla cima si procede verso nord lungo la caratteristica cresta nevosa detta ‘Schiena del mulo’ (Schena de Mul) fino ala fine in cui si svolta a destra lungo un canalino roccioso attrezzato con cavo che ci porta al ghiacciao sottostante. A questo punto la traccia passa alta sopra i crepacci piu’ grossi e poi comincia a serpeggiare tra i piu’ piccoli nella zona piu’ ripida. Infine si raggiunge il fronte del ghiacciaio su pendio dolce.Considerazioni.
Alla mia prima esperienza su ferrata devo riconoscere che e’ molto divertente soprattutto considerando lo scenario in cui si svolge.

Inutile cercare di fare i ‘fenomeni’ cercando di non utilizzare gli elementi artificiali. La presenza costante di acqua, scoli, neve e ghiaccio sulle placche lunghissime e soprattutto la velocita’ di salita rendono inutili ogni tentativo di arrampicata.

Discorso diverso per quello che riguarda la discesa (o salita) per la ‘via Normale’. Direi molto pericoloso se affrontata da soli. Sicuramente va’ affrontata in compagnia di persone che padroneggiano la progressione e l’autosoccorso in cordata su ghiacciaio. In mancanza di compagnia si puo’ optare per salita e discesa dalla ferrata (noioso) oppure con qualche decina di euro vi ‘comprate’ un compagno (da quelle parti le chiamano Guide Alpine eh! eh!) che vi spiegano anche un po’ il panorama e se sono simpatiche vi fanno anche qualche foto. Come ho fatto io 😉

Ringraziamenti.
Un sentito ringraziamento al mio accompagnatore e autore di quasi tutte le foto, la Guida Alpina Paolo Borgonovo di Moena.

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