Monte Matto (3088mt) – dalla ‘normale’ del Livio Bianco

Monte Matto (Cima Est) – Valle Gesso – Cuneo

Da: rifugio Livio Bianco

Dislivello: 1200 m

Tempo effettivo: salita 4h,15 , discesa 3h,20

I “clandestini” si sono mossi in versione estiva nel primo week end di luglio. Dopo il solito incontro infrasettimanale deliberiamo una uscita al monte Matto con base al rifugio Livio Bianco. Alle 5,45 ci incamminiano costeggiando il lago Sottano del Sella (1882), si capisce subito che il cammino sara’ lungo perche’ci stiamo avviando in direzione opposta alla nostra meta. Il sentiero sale abbastanza dolce con numerosi tornantini. In breve siamo al bivio verso il passo della Valletta dove c’e’ una bella cascatella, noi invece ci muoviamo in direzione Colle Valmiana. A quota 2387 si scollina e il sentiero comincia a scendere, alla nostra destra vediamo gia’ piu’ in basso il lago Soprano della Sella. Quando il sentiero comincia a risalire si trova la deviazione per il Matto (attenzione perche’ poco segnalato). Da adesso in poi inizia la risalita caratteristica a questo monte come viene spesso descritta nelle guide, il sentiero sparisce per lasciare il posto a massi, pietroni, pietre, terriccio l’unica traccia da seguire sono gli “ometti”, per questo motivo la gita e’ consigliata solo in caso di buona visibilita’. Si arriva quindi ai laghetti del Matto a circa 2538, da’ qui in poi il pendio si fa’ decisamente piu ripido e si prende quota velocemete. Passati tutti i laghetti bisogna superare qualche lingua di neve (2900). Adesso si vede la cima Est caratterizzata dalla presenza in vetta di un segnale trigonometrico, se la visibilita’ e’ buona si puo’ puntare diritti scegliendo il percoso piu’ favorevole. Alle 10 siamo in vetta a 3088 m. Il cielo inizialmente non ci permette una grande vista, gurdando verso nord vediamo a malapena 1200 metri piu’ in basso il Rifugio Livio Bianco da cui siamo partiti ed in lontananza il Moviso che fa’ capolino. Verso sud solo nuvole. Ci cambiamo, mangiamo e ce la raccontiamo e quando il freddo comincia a farsi sentire e decidiamo di cominciare la discesa le nostre bocche smettono di parlare e assumono la forma di una o perfetta mentre gli occhi cominciano a luccicare. Come in un sipario al teatro le nuvole aprono un varco e la serra dell’Argentera si mostra in tutta la sua bellezza. I clic delle macchine fotografiche si susseguono cercando di carpirne tutti i particolari da questa prospettiva, le varie cime, il Corno Stella e l’infinito canalone del Lourousa. Personalmente nutro un profondo rispetto per questa montagna e magari un giorno con un po’ di coraggio … A questo punto gli occhi han fatto il pieno e alle 11 cominciamo a scendere. In previsione di una gita scialpinistica primaverile decidiamo di prendere una discesa diversa dalla salita per valutare le possibili vie. Puntiamo verso passo Cabrera, da’ li incontriamo qualche difficolta’ con qualche roccetta da “disarrampicare” e un ghiaione molto ripido che abbiamo affrontato nei piu’ svariati metodi da la simil-sciata alla scivolata col sedere. Siamo di nuovo al primo dei laghetti del Matto e qualcuno ne approfitta per una “rigenerata” con tuffo! (per vedere foto segui il link a fine articolo). Siamo rientrati nel percoso della mattina , le difficolta’ sono finite e “mentalmente” siamo rilassati. Un unico problema, manca ancora 1h,30 al rifugio Livio Bianco ed altre 2h per arrivare alla macchina. Bellissima ed estenuante escursione per i “Clandestini” , gruppo di recente costituzione i cui componenti fino a sei mesi fa nemmeno si conoscevano. Chi c’era: “Clandestini” Alessio, Andrea, Paolo, Stefano. Aggregati: Eugenio (Ce), Mirco.

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